Cerimonia religiosa

Il convento
Maestà di Beato Angelico
Situato a metà strada tra Fiesole e Firenze, fu fondato su iniziativa di Giovanni Dominici e del vescovo di Fiesole Jacopo Altoviti, i quali entrambi erano frati di Santa Maria Novella.
Fu quindi il secondo convento domenicano dell'area fiorentina, prima dell'edificazione del convento di San Marco di Firenze, dove i frati si trasferirono verso la metà del Quattrocento.
Chiamato anche "il Conventino" (rispetto allagrandezza degli ambienti di Santa Maria Novella), fu un importante centro di formazione per i giovani frati, il più importante dei quali fu Antonino Pierozzi, poi arcivescovo di Firenze e santo.
Vi visse anche Beato Angelico, il quale dipinse la pala dell'altare maggiore della chiesa, oggi nella prima cappella a sinistra ed altre due tavole che sono andate disperse all'epoca delle soppressioni napoleoniche in musei stranieri. Dell'Angelico restano anche due affreschi.
La chiesa
Il campanile e il porticato sono del 1635, su progetto di Matteo Nigetti.
L'interno è a navata unica, con cappelle laterali.
Fra le opere più significative, quelle del Beato Angelico: la Madonna con il Bambino e i santi Tommaso d'Aquino, Barnaba, Domenico e Pietro martire (1425); il Crocifisso ad affresco (1430 circa); l'affresco con la "Madonna col Bambino, e relativa sinopia.
Inoltre, il Battesimo di Cristo di Lorenzo di Credi; l'Adorazione dei Magi di Giovanni Antonio Sogliani; un Crocifisso ligneo di Antonio da San Gallo Il Vecchio (1530 circa); infine, la tavola con Savonarola e i due compagni che indicano Firenze a Cristo e alla Vergine, riferita a Zanobi Poggini.